
La nostra libreria non è solo un luogo dove trovare volumi, ma uno spazio vivo dove le storie prendono voce. Immaginate il fruscio delle pagine che si mescola al racconto di un autore o al dibattito appassionato tra lettori: i nostri eventi sono pensati per farvi vivere il libro oltre la lettura solitaria.

Abbiamo già ospitato presentazioni letterarie, gruppi di lettura, laboratori creativi e serate di storytelling dedicate a ogni genere: se volete scoprire i volumi che hanno animato i nostri spazi e i volti di chi li ha raccontati, date un’occhiata alla nostra gallery.



In questa sezione trovi un audiolibro creato da noi! Prendi la tua tazza di te, scegli la tua poltrona, ascolta e rilassati.
Il silenzio della libreria “L’Ultima Pagina” era rotto solo dal fruscio della carta e dal ticchettio della pioggia contro le vetrine. Matteo era rannicchiato nella corsia della saggistica, cercando un volume introvabile sulla storia delle mappe.
Dall’altro lato dello scaffale, tra i buchi lasciati dai libri mancanti, apparve un occhio castano, poi una mano sottile che sfilò proprio il tomo che lui stava puntando.
Il Primo Contatto
“Ehi, quel libro… lo stavo puntando da dieci minuti,” disse Matteo, alzandosi e cercando di sembrare più convinto che infastidito.
La ragazza dall’altra parte, Sofia, abbassò il volume rivelando un sorriso divertito. “Si chiama ‘diritto di prelazione del lettore veloce’. Se lo lasci sullo scaffale, è di chiunque abbia il coraggio di prenderlo.”
Matteo fece il giro dell’espositore. “È una mappa del tesoro o solo un trattato sulla cartografia del Settecento?”
“Per me è la tesi di laurea,” rispose lei, stringendo il libro al petto. “Per te invece sembrava una questione di vita o di morte.”
“Diciamo che mi serve per non perdermi. Mi perdo spesso, sai? Anche tra queste corsie.”
La Danza tra gli Scaffali
Passarono i minuti e la conversazione si spostò, quasi senza accorgersene, verso il reparto narrativa. Camminavano lentamente, come se il tempo fuori dalla libreria si fosse fermato.
Matteo: “Scommetto che sei una da finali tragici. Quelli che ti lasciano con il magone per tre giorni.”
Sofia: “Sbagliato. Io preferisco i finali aperti. Quelli dove non sai se i protagonisti si rivedranno, ma speri con tutto te stesso che accada.”
Matteo: (indicando un libro di Calvino) “E di questo che mi dici? ‘Se una notte d’inverno un viaggiatore’…”
Sofia: “È un libro sull’iniziare mille storie senza finirne nessuna. Un po’ come la mia vita sentimentale, finora.”
Matteo si fermò davanti alla sezione di poesia. Ne sfilò uno piccolo, copertina rigida blu. “Allora dovresti provare questo. Non è una storia, sono solo istanti.”
L’Invito Inaspettato
Sofia prese il libro dalle sue mani. Le dita si sfiorarono per un secondo di troppo. L’aria tra i libri profumava di carta vecchia e di qualcosa che somigliava a un inizio.
“Sai, Matteo,” disse lei leggendo il nome sul tesserino che lui portava appeso alla borsa, “la cartografia del Settecento è noiosa da studiare da soli.”
“Stavi cercando di dirmi che hai bisogno di un assistente?”
“Sto dicendo che c’è un bar qui accanto che fa un tè pessimo, ma ha dei tavoli perfetti per leggere in due. E io ho ancora il tuo libro della tesi.”
Matteo sorrise, chiudendo l’ombrello che non aveva ancora usato. “Spero che quel bar accetti anche chi non sa bene dove sta andando.”
“Non preoccuparti,” rispose lei incamminandosi verso la cassa, “ho io la mappa, ricordi?”
L’Epilogo
Uscirono insieme, lasciandosi alle spalle il profumo della libreria. Non sapevano ancora che quel pomeriggio non avrebbero studiato affatto, né che quella libreria sarebbe diventata, anni dopo, il luogo della loro proposta di matrimonio. Sapevano solo che, a volte, per trovarsi, bisogna prima perdersi nel reparto giusto.
